Storia

Le prime testimonianze preistoriche relative alla presenza umana nel territorio di Sant’Anna d’Alfaedo, come per molti altri comuni della Lessinia, risalgono al Paleolitico Inferiore (da circa 350-400 mila a 100 mila anni fa).

Nell’Età del Ferro (dal X al I secolo a.C.) la zona di Sant’Anna assunse grande importanza per la presenza di numerosi abitati su altura, comunemente conosciuti come castellieri; v’erano quelli di Monte San Giovanni, Le Guaite, Cà del Per, Sant’Anna, Monte Cornetto di Semalo, Fosse, Ceredo, Monte Tesoro e Monte Loffa, un vero e proprio villaggio fortificato.

Durante l’epoca romana il territorio di Sant’Anna era sfruttato per l’alpeggio, soprattutto ovino, e presentava anche degli insediamenti stabili (probabilmente ville-fattorie) che durarono anche nell’Alto Medioevo. A tale periodo risalgono anche molte delle monete ritrovate sul Monte Loffa, oggi visibili presso il Museo. Queste, essendo di diversa fattura ed origine, indicano con buona probabilità la presenza di un punto di passaggio su tale altura, permesso solo dopo il pagamento di un pedaggio.

Notizie relative a Sant’Anna d’Alfaedo nelle fonti documentarie si hanno solo a partire dall’XI secolo, quando la zona era soggetta al Monastero di San Zeno di Verona. Un riferimento compare infatti nel diploma di Enrico II, datato 1014, dove viene citato un campo in Laupha. Tale possedimento, riconfermato nei successivi diplomi del 1027 e del 1047, fu arricchito poi dai pascoli di Faedo e conservato fino al 1406.
Nel XIII secolo la parte più orientale del territorio di Sant’Anna era soggetta al Comune di Verona, insieme al territorio di Erbezzo e Bosco Chiesanuova, con il nome “Silva communis veronae”, mentre la parte nord-occidentale al confine con il Trentino assunse particolare importanza per le comunicazioni con la val d’Adige.
Solo dopo la metà del XIII secolo si formò il comune di Cona con Alfaedo e Ceredo. Tale comune viene citato, nel 1325, in una concessione di pascolo e di taglio del bosco da parte di Cangrande della Scala che chiede in cambio ai cittadini il controllo del sentiero di Rocca Pia e delle Val Aliana. Nel 1404 tale comune fece atto di sottomissione alla Repubblica di Venezia.

Nel 1458 nasce la Parrocchia a Sant’Anna e rimane separata da quella di Breonio. Precedente a tale data è la costruzione della chiesa di San Giovanni in Loffa e delle Chiesa di San Marziale di Breonio.
La prima rappresentazione cartografica del territorio di Sant’Anna d’Alfaedo si ha nella rinomata carta dell’Almagià, datata 1460-65, nella quale è riconoscibile la zona di alfae con gli abitanti di Chona e Cerna, entrambi provvisti di una chiesa. Mancano però Ceredo e Laiti che allora era già esistenti.
Nel 1630 la peste colpì la zona e la popolazione venne ridotta fortemente, come d’altro canto avvenne per tutti i comuni della Valpolicella e parte della Lessinia.
Nel 1701 il territorio di Sant’Anna vide il passaggio delle truppe austriache condotte dal principe Eugenio di Savia. Queste risalirono da Ala alla Sega fino alla val Liana, da Peri a Fosse, scendendo poi verso Sant’Anna ed aggirando così le truppe franco-spagnole allo sbocco della val Lagarina.
Nel 1820, grazie agli Austriaci, il comune di Cona, Alfaedo e Ceredo venne unito con quello di Breonio, facendo divenire sede comunale Fosse. Tale situazione durò fino al 1866 quando si ebbe l’annessione del Veneto al Regno d’Italia e quando Sant’Anna ritornò ad essere sede comunale.

Nel XIX e nel XX secolo il comune, come molti altri comuni della Lessinia, ha subito in modo consistente il fenomeno dell’emigrazione o dell’urbanizzazione, lasciando alcune contrade completamente prive di presenze umane. Dal 1864 vennero costruiti molti tratti stradali e tra questi vanno ricordati quello da Vallene a Ceredo, Ronconi e Basaginocchi, e quello da Tommasi a Fosse, Sant’Anna e Prun. Negli precedenti alla Prima Guerra Mondiale i militari italiani costruirono strade, trincee e fortificazioni, soprattutto nella zona del Corno d’Aquilio, di Rocca Pia e Malga Pealda. A questo periodo risale la strada che collega Fosse al Corno, al Cornetto e alle Fittanze.
Nel XX secolo il comune ha sviluppato un’economia basata principalmente sull’allevamento, sull’agricoltura e sull’estrazione del lastame. Anche dal punto di vista turistico ha visto un miglioramento, con la costruzione di alcuni alberghi, locande ed abitazioni turistiche.

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