Le contrade

Le contrade (o contré) sono nuclei di 200 o più abitazioni civili con annessi edifici rurali aventi in comune una strada. Per questo si ipotizza una derivazione del termine dal latino popolare “cum strada” cioè strada lastricata e battuta.
Si distinguono a seconda dell’ubicazione:
–       nella collina pedemontana: compattate intorno alla “corte a colombaia”
–       nell’altopiano, tra 800 e 1200 mt: allineate a schiera o a corte

I primi caseggiati nascono con l’arrivo dei coloni cimbri, al tempo degli scaligeri (vs 1300).
Sono costruiti a mano, con le facciate rivolte a sud in prossimità del “fondo” boschivo o addossati al pendio, posizione favorevole per lo sfalcio dei prati sovrastanti e il trasporto del fieno nelle stalle e nei fienili.

Prima di innalzare i muri perimetrali si posavano le lastre del pavimento che talora fuoriuscivano dal fabbricato, aumentandone così la stabilità. La pavimentazione in lastre o terra battuta era prevista per il piano terreno, dove troviamo la cucina, mentre per i piani sovrastanti i pavimenti sono di assi di legno. In questo piano troviamo le camere cui si accede attraverso una scala interna, mentre al di sopra vi sono i granai con un soffitto spiovente e con piccole finestre, talvolta rotonde ( bocaroi).

La collocazione geografica della contrada può dipendere da diversi fattori:
–       conformazione del terreno;
–       posizione favorevole al riparo dal vento o esposti al sole;
–       collocazione in prossimità di qualche rigagnolo d’acqua;
–       possibilità di costruire sul proprio terreno;
–       vicinanza alle giacenze di materia prima (pietra, legno);
–       vicinanza alla strada.

In una contrada era fondamentale la collaborazione tra le persone.

Esistono diverse tipologie di contrada; queste variano in base alla posizione geografica:
Lessinia Occidentale( S.Anna d’Alfaedo, Fosse, Ronconi, Vaggimal, Zivelongo): non esiste un modello unico di contrada che si ripeta. Prevalgono le “contrade a corte” a scopo difensivo anche poiché essendo zona di confine era molto diffuso il contrabbando, per cui c’era necessità di proteggersi. Il materiale più usato è la pietra di Prun.
Esse sono tuttavia molto diverse, sia nei materiali usati sia nelle linee architettoniche, da quelle della Lessinia Centrale (Bosco Chiesanuova, Velo veronese, Roveré veronese) e soprattutto da quelle della Lessinia Orientale (Val d’Illasi e Val d’Algone). Nel primo di questi due casi prevalgono le “contrade a schiera”. Questa disposizione era dovuta al fatto che gli spazi costruttivi erano molto esigui. I materiali più frequenti sono la pietra di Prun, ma in misura ridotta, i calcari oolitici e il biancone.

Tradizione voleva che il capofamiglia costruisse casa e stalla al figlio che si sposava. Questa era accostata alla propria abitazione (schierata a fianco) facendo quindi in modo che una costruzione sostenesse l’altra. I muri erano spessi per far sì che il calore d’inverno e il fresco d’estate si conservassero più a lungo. Nacquero così le cosiddette contrade a schiera. Di solito sono esposte al sole. Quasi sempre nei più vecchi agglomerati ogni casa aveva un suo pezzo d’orto accanto, davanti o dietro. Generalmente ogni contrada ha preso la sua denominazione dalla prima persona che vi ha fabbricato la casa o la stalla; oppure, al contrario, la contrada ha finito per dare il cognome a chi l’ha abitata (es. Marogni, Zivelongo, Cona).
Elementi tipici di una contrada sono: la stalla, il fienile, la malga, il forno, la fontana, la giassara e i porteghi (luoghi di lavoro comunitario e di svago).

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