Edifici religiosi

  • CHIESA PARROCCHIALE DI SANT’ANNA D’ALFAEDO

La parrocchiale di Sant’Anna d’Alfaedo venne probabilmente costruita tra il 1626 ed il 1630 grazie al volere di don Paolo Pezza. Successivamente venne rinnovata, ampliata e l’antico portale d’ingresso venne venduto alla famiglia Romani e trasportato nella contrada Selvavecchia tra Ronconi ed Erbezzo. Subito dopo venne costruito l’attuale portale, che riporta la data M.DC.XCIX., sovrastato dalla statua in marmo rappresentante Sant’Anna.

La chiesa presenta una pianta semplice che si sviluppa lungo un’unica navata e si apre ai lati con quattro cappelle votive e altrettanti altari, più il maggiore nella zona absidale. Sopra quest’ultimo prende posto una grande pala del Balestra raffigurante la Madonna, il Bambino, un Vescovo, Sant’Anna e Gioacchino. Il primo altare sulla sinistra presenta una tela con rappresentata la Vergine col Bambino, San Giovannino accanto a Sant’Anna, tra Santa Lucia, San Rocco, San Lorenzo, un altro santo barbuto ed un vescovo (forze Zenone). Si tratta di un’opera databile tra la fine del XVI e l’inizio del XVII secolo. Sempre sul medesimo lato, tra i due altari, vi è una pala dedicata alla Madonna della Corona che viene portata in volo da due angeli che tengono un cartiglio sul quale compare la scritta “SPARÌ DA RODI IL VENTI / QUATRO GIUGNO DEL 1522 E / VENE ‘N BALDO CO’ LE / GRAZIE ‘N PUGNO”. Tale opera è una evidenze testimonianza della devozione popolare riservata a tale Santa, il cui santuario è ben visibile da tutta la dorsale di Sant’Anna, sui pendii del Baldo, nell’altro versante della val d’Adige.
Passando al lato destro, il primo altare che incontriamo è adornato da una statua quasi a grandezza naturale di Sant’Anna, ripresa insieme alla Madonna bambina. Si tratta di un’immagine molto venerata dai fedeli della parrocchia, circondata da ex-voto dedicati alla protettrice delle partorienti. Tale statua viene portata in processione, lungo le vie del paese, il 26 luglio di ogni anno, quando si tiene la festa della patrona.
Nella parte retrostante della chiesa si eleva la torre campanaria, interamente in pietra come lo stesso edificio, alta ben 45 m, a sezione quadrata e con una cupola di rame che a va chiuderla in alto.

  • CHIESA DI SAN GIOVANNI IN LOFFA

La chiesa di San Giovanni, posta a 1055 metri sul livello del mare, è da alcuni studiosi ritenuta la più antica della Lessinia occidentale. Essa infatti pare essere stata costruita nel 1131, secondo la data riportata sul portale d’ingresso, dove compare anche un certo Cristoforo, il probabile promotore dell’opera. La chiesa era presente quindi già nel XII secolo sui terreni che già nell’XI secolo appartenevano al Monastero di San Zeno.
L’edificio, interamente in pietra di Prun, è in stile romanico con tetto a capriate in legno. Al suo interno presenta tre altari decorati con marmi policromi: il maggiore, consacrato insieme alla chiesa il 27 luglio 1524 dal vescovo Bartolmeo Averoldo, è dedicato a San Giovanni Battista; quello di destra alla Madonna del Carmine; quello di sinistra alla Santa Croce. La data della consacrazione dell’attuale chiesa è riportata su una lapide posta all’interno dell’edificio che ricorda anche il restauro effettuato nel 1633, dopo aver ospitato un lazzaretto per i colpiti dalla peste. Nel luglio del 1524, oltre alla consacrazione, vennero anche riposte le reliquie dei Santi Felice e Paolo con la concessione delle indulgenze.
All’interno della chiesa sono visibili anche una pala con raffigurati i Santi Giovanni Battista, Marziale ed Urbano, ed un sarcofago del nobile Guido Antonio Maffei.
All’esterno si può ammirare a sinistra il campanile tronco, a sezione quadrata e costruito in regolari conci di pietra di Prun. Sul lato opposto prende corpo invece una piccola canonica che un tempo offriva alloggio ad un monaco eremita.

  • CHIESA DI SAN GIOVANNI BATTISTA A CERNA

La chiesa della frazione di Cerna è intitolata a San Giovanni Battista. La sua costruzione è terminata nel 1743 e solo nel 1798 venne eretta la torre campanaria in calcare bianco, su disegno di Luigi Trezza, uno dei maggiori architetti veronesi operanti tra la fine del XVIII e l’inizio del XIX secolo.
La chiesa presenta una pianta semplice che si sviluppa lungo un’unica navata aprendosi ai lati con una serie di cappelle votive. Sopra l’altare maggiore prende posto una grande tela raffigurante il Martirio di San Giovanni Battista, dipinto da  Ugolini tra il XVIII e il XIX secolo.
Modifiche per l’ampliamento della chiesa sono datate 1954.

  • CHIESA DI SANT’ANTONIO DA PADOVA FOSSE

La chiesa attuale di Fosse, intitolata a Sant’Antonio di Padova, venne costruita nel 1964 sull’antico oratorio del 1512, dedicato al medesimo Santo.
L’attuale edificio presenta una pianta semplice che si sviluppa lungo un’unica navata e esibisce nella zona absidale un crocefisso affrescato dal Tavella ed una originale Via Crucis in legno, opera degli artisti della Val Gardena.
Quando venne edificata la nuova chiesa, venne costruita anche una canonica per il cappellano.

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