Territorio

Il comune di Sant’Anna d’Alfaedo si trova nella parte nord-occidentale dell’altopiano della Lessinia, in provincia di Verona. Il suo territorio è circondato dall’alto bacino dei torrenti di Negrar, Marano e Fumane, che vanno a formare la Valpolicella; il vajo dei Falconi; l’alta Valpantena ad est, la Sega di Ala all’estremo nord e la val d’Adige ad ovest.

La quota più bassa del comune è posta a circa 308 metri sul livello del mare al Mulino del Cao nella valle del Progno di Breonio e si raggiungono i 346 metri nel vajo Spiona della Valpantena, ad oriente. La quota più elevata si raggiunge invece sul Monte Corno d’Aquilio a 1545 metri di altitudine. Oltre a tale altura, vi sono altri importanti rilievi distribuiti nel territorio di Sant’Anna. Tra questi vanno sicuramente ricordati il Monte Corno Mozzo (1535 m), Monte Cornetto (1543 m), Monte San Giovanni (1055 m), Monte Loffa (1036 m), Monte Masua di Cerna (927 m), Monte Tesoro (917 m), Monte Nuvolà (808 m), Monte Cornetto di Semalo (916 m) ed il Monte Corno (904 m).

Il territorio è segnato da diversi torrenti, tributari per la maggior parte del torrente del vajo della Marciora e della Valpantena, del vajo dell’Anguilla, del Progno di Breonio e dell’Adige.
Dal punto di vista geologico la zona è segnata dalla presenza di rocce sedimentarie (Calcari Grigi, Calcari Oolitici, Rosso Ammonitico, Baincone, Pietra della Lessinia o Scaglia Rossa, Calcari Eocenici e Oligocenici), che si sono formate nel Giurassico, nel Cretaceo dell’Era Secondaria (da 190 a 70 milioni di anni fa) e nell’Era Terziaria, fino a circa 50 milioni di anni fa, sul fondo del grande mare della Tetide. Scarsi sono gli affioramenti di rocce eruttive, salvo per i tufi basaltici, sempre dell’Era Terziaria. Alcune delle rocce calcaree hanno subito, nell’arco dei secoli, processi di erosione e di carsismo di superficie o di profondità, andando così a formare doline, conche, marmitte e grandi cavità. Tra le doline vanno ricordate quelle della zona del Corno d’Aquilio mentre tra le grotte va sicuramente menzionata la Spluga della Preta, la Grotta del Ciabattino, la Spluga della Fanta, l’Abisso Marisa Bolla, la Spluga del Cippo e la Grotta Morava, lunga 150 metri. Frutto del fenomeno del carsismo e dell’erosione è anche il rinomato ed unico Ponte di Veja. Non si può non ricordare la presenza, all’interno della Scaglia Rossa, di uno strato di la stame, conosciuto come Pietra di Prun, o con la denominazione commerciale di Pietra della Lessinia.

Il territorio di Sant’Anna d’Alfaedo presenta un clima sub-oceanico, con influssi più caldi nella parte più meridionale, e temperato-freddo, nella parte più settentrionale e più elevata. Questo clima permette la coltivazione del ciliegio nelle dorsali più meridionali.
Sono diffuse nel territorio piante di corniolo, viburno, erica, fior di stecco, scotano, nocciolo, castagno, tigli, sorbi montani, sambuco montano, faggio, noce, acero, abete rosso, pino austriaco, pino silvestre, cedro e larice.
Dal punto di vista faunistico, in seguito al disboscamento e alla pratica della caccia, il territorio ha subito la riduzione e l’estinzione di parecchie specie di animali. Tra i mammiferi sono comunque ancora presenti  nella fascia più bassa il riccio, il tasso, il ghiro, la volpe, la lepre, la donnola e la faina; nella fascia montana vi sono scoiattoli e caprioli. Per quanto riguardo gli uccelli possiamo incontrare, nella fascia più a meridione, soprattutto rondini, tordi, passeri e allodole, mentre, nella parte più settentrionale, si hanno la civetta, il barbagianni, l’allocco, il gracchio, il corvo, il picchio verde e rosso, e il gufo.

PARCO NATURALE REGIONALE DELLA LESSINIA

Il Parco, istituito con la legge regionale n° 12 del 30 gennaio del 1990, si estende sull’altopiano dei Monti Lessini a nord di Verona, fino al confine con la provincia di Trento. Comprende un territorio molto vasto, tra i 1200 e i 1800 metri sul livello del mare, che supera i 10.200 ettari.

Il Parco, solcato da cinque grandi vallate che si aprono a ventaglio, racchiude tra i suoi confini 13 comuni veronesi (Erbezzo, Bosco Chiesanuova, Sant’Anna d’Alfaedo, Roverè Veronese, Grezzana, Velo, Selva di Progno, Vestenanova, San Giovanni Ilarione, Roncà, Fumane, Dolcè e Marano di Valpolicella) ma anche due comuni vicentini (Altissimo e Crespadoro). Il Comune di Sant’Anna rientra nel Parco con una parte del territorio settentrionale rappresentata dalla zona del Corno d’Aquilio – Corno Mozzo e Cornetto, dai vaj dei Falconi e della Marciora e dalla zona del Ponte di Veja – Monte Tesoro. Sono in tutto circa 989 ettari, che rappresentano il 23% del territorio comunale. Va inoltre ricordato che in particolare le aree di Veja e del Corno d’Aquilio rientrano della zona di Riserva Naturale.

Il Parco nasce con l’obiettivo di tutelare, proteggere e promuovere il patrimonio artistico, ambientale, storico ed antropologico del territorio. Per questo si cerca di incentivare il recupero delle attività tradizionali, lo sviluppo di attività eco-compatibili, come l’agricoltura e la zootecnia, ed iniziative rivolte ad una migliore fruizione turistica, didattica e sportiva.

L’ente gestore del Parco è la Comunità Montana della Lessinia. Dal punto di vista giuridico si tratta di due istituzioni ben distinte, ma che vanno ad insistere, per lo meno in parte, sul medesimo territorio. Dal punto di vista ambientale il Parco non presenta acqua superficiale, se non per brevissimi tratti, e ciò è forse motivato dal fenomeno del carsismo che interessa la zona.

Annunci

Cosa ne pensi?!

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...